Liturgia festiva della Parola di Dio in assenza di celebrazione eucaristica
-Documento di riflessione e sussidio liturgico
Conferenza Episcopale Piemontese
EAN 9788801057577
Data la progressiva diminuzione numerica dei sacerdoti, sono sempre più frequenti i casi di piccole comunità che non possono avere ogni domenica la celebrazione eucaristica. In questi casi, a determinate condizioni, è possibile tenere assemblee domenicali affidate a ministri designati. Questo sussidio, consegnato alla Chiesa piemontese ma utile a tutte le realtà locali, aiuta i responsabili di queste iniziative a celebrare il giorno del Signore nel modo più rispettoso e aderente alla situazione attuale. Il volume offre l'ampio documento con le indicazioni rituali per una corretta celebrazione, e dieci schemi celebrativi per tutti i tempi dell'anno liturgico. In appendice, il Direttorio della Congregazione per il culto divino sull'argomento, e un estratto dal documento "La celebrazione dei sacramenti. Orientamenti e norme", della Conferenza Episcopale Piemontese.
PRESENTAZIONE
La celebrazione della Messa, in quanto azione di Cristo e del popolo di Dio gerarchicamente ordinato, costituisce il centro di tutta la vita cristiana. Nella tradizione originaria e costante della Chiesa, circostanza tipica, irrinunciabile e normativa per la celebrazione dell'Eucaristia è la domenica, il «giorno del Signore», festa primordiale in cui i credenti si riuniscono per l'ascolto della Parola di Dio e per l'Eucaristia.' Come affermano i vescovi italiani: «Il cristiano non potrebbe vivere senza celebrare quel giorno e quel mistero. Prima di essere una questione di precetto, è una questione di identità. Dal precetto si può anche evadere, dal bisogno no». Il giorno del Signore è dunque irrinunciabile.
Data la progressiva diminuzione numerica dei presbiteri, anche nella nostra Regione si danno casi di piccole comunità cristiane che non possono avere ogni domenica la celebrazione eucaristica. In questi casi, a determinate condizioni e sentito il parere del vescovo diocesano, è possibile tenere assemblee domenicali affidate a ministri designati. La Conferenza Episcopale Piemontese, in armonia con quanto già previsto dalla Congregazione per il Culto divino, ha elaborato il presente documento sulle celebrazioni denominate «Celebrazioni domenicali in assenza del presbitero», che la nostra Commissione preferisce definire Liturgia festiva della Parola di Dio in assenza di celebrazione eucaristica. Questo sussidio è un'occasione di verifica per le esperienze già in atto, in modo da aiutare i responsabili di queste iniziative a celebrare il giorno del Signore nel modo più rispettoso della situazione attuale.
La Conferenza Episcopale Piemontese offre questo contributo in continuità con il Direttori CEP, consapevole del suo compito di essere a servizio delle Diocesi e in particolare dei singoli Uffici liturgici diocesani, perché ogni discepolo del Signore possa essere introdotto nella conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo (cf Col 2,2), attraverso l'incontro con Lui nelle celebrazioni liturgiche. Sarà compito di ogni singola comunità adattare le proposte celebrative contenute in questo documento e far risaltare la ricchezza dei gesti, delle parole e dei segni previsti, rifuggendo allo stesso tempo dalla prolissità verbosa e dalla frettolosa approssimazione, favorendo invece una totale disponibilità a ricevere la grazia del dono di Dio.
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luciano tallarico il 22 febbraio 2015 alle 18:33 ha scritto:
E' un delusione vedere come si ripresenta di nuovo una chiesa gerarchizzata e non di comunione, dove il sacerdozio comune dei fedeli di un semplice battezzato che è qualificato nel commentare la parola in assenza di un ministro non può farlo...o se è un religioso o un laico deve leggere la prodica preparata ad hoc dal parroco...è difficile vivere le aperture conciliari...ma la chiesa ancora una volta non conosce i propri documenti o ne produce sempre di stile conservatore. Se si guarda l'Evangelii Gaudium il testo della conferenza episcopale piemontesa ripresenta un clericalismo difficile da superare mentre papa Francesco spingerebbe la chiesa a superarlo. E invece di imparare dalle chiesa del terzo mondo dove il semplice catechista prepara al momento dell'eucarestia la comunità cristiana...leggendo il vangelo e facendo la predica...noi siamo ancora ancorati al nostro comodo clericalismo quasi a voler difendere qualcosa che abbiamo paura ci sfugga di mano...eppure l'articolo del dizionario di omiletica edito dalla elledici sulle assemblea domenicali senza presbitero da degli ottimi spunti....ma sempre disattesi dai nostri pastori