Lettera a un razzista del terzo millennio
(Gli occhiali di Abele)Luigi Ciotti
EAN 9788865793428
«Ho deciso di scrivere. Proprio a te, coinvolto nella ubriacatura razzista che attraversa il Paese. Una ubriacatura a cui partecipi forse per convinzione o forse solo per l'influenza di un contesto in cui prevalgono le parole di troppi cattivi maestri e predicatori d'odio, che tentano di coprire così l'incapacità di chi ci governa (e ci ha governati) di assicurare a tutti, compresi i più poveri, condizioni di vita accettabili. Non mi sento, comodamente e presuntuosamente, dalla parte giusta. La parte giusta non è un luogo dove stare; è, piuttosto, un orizzonte da raggiungere. Insieme. Ma nella chiarezza e nel rispetto delle persone. Non mostrando i muscoli e accanendosi contro la fragilità degli altri. Così don Luigi Ciotti apre questa lettera a un razzista del terzo millennio. Una lettera dura e, insieme, accorata. Perché il rancore non prevalga, travolgendo tutti.»
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Pietro Manca il 6 settembre 2019 alle 17:18 ha scritto:
"Non mi sento, comodamente e presuntuosamente, dalla parte giusta". È una delle frasi che più hanno colpito di questo breve ma intenso libro di don Luigi Ciotti. Un interessante testo che aiuta a riflettere su come occorrerebbe vivere nel dialogo e nell'ascolto degli ultimi. Parlare di razzismo vuol dire necessariamente riflettere che si sta parlando di "razze". Ma la razza è solo una ed è quella umana. Ragionare su questo assunto vuol dire ragionare sull'uguaglianza, sull'equità e sul rispetto. "Lettera ad un razzista del terzo millennio" è un libro bello ed intenso. Un libro che illumina il nostro presente offuscato dall'odio.